• Corradini Paolo cover “Possiamo riunire in due grosse aree gli sviluppi più importanti in campo ematologico, trattati al recente Congresso Nazionale SIE”, spiega il prof. Paolo Corradini, direttore dipartimento di oncologia ed ematologia dell’Università degli Studi di Milano. “Ovvero un’area della terapia genica e una dell’ immunoterapia. La terapia genica è diventata una realtà, considerando le malattie genetiche come la talassemia, che a breve avrà un farmaco in commercio, e la terapia genica dei tumori come le CAR-T cell, in grado di riconoscere le cellule maligne nella leucemia e nei linfomi. Abbiamo tantissimi anticorpi, dai monoclonali, all’anticorpo nudo, all’anticorpo coniugato anatossina, a quello coniugato a una molecola radioattiva, all’anticorpo bispecifico, a quelli che cambiano completamente il funzionamento del nostro sistema immunitario. L’ immunoterapia di fronte a questo elenco, dimostra e sottolinea quanto i trattamenti immunoterapici siano diventati un’attuale realtà, per i nostri pazienti”.
  • Siracusa Sergio cover
    “Nel campo dell’emofili le novità che vengono registrate negli ultimi mesi sono principalmente legati alla terapia” – spiega il prof. Sergio Siragusa vice Presidente SIE, “e al trattamento di una complicanza della terapia emofiliaca, che riguarda la presenza di anticorpi contro il fattore della coagulazione, di cui è carente il paziente emofilico. Gli emofiliaci che nascono senza il fattore ottavo o nono vengono trattati in maniera cronica due o tre volte alla settimana con farmaci in vena, per assicurare loro una buona qualità di vita. Una novità importante è lo sviluppo di Emicizumab, che reagisce come il fattore ottavo e può essere somministrato sottocutaneo, una volta la settimana. Altra vera rivoluzione, anche se ancora non disponibile in Italia, è la terapia genica, ovvero la possibilità di far cominciare a un paziente - nato senza il fattore ottavo o il nono - la possibilità di riprodurre il fattore carente”.
  • Graziottin Alessandra copia “Con l’arrivo della menopausa”- spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin,  Direttore del Centro di Ginecologia - Sessuologia Ospedale S. Raffaele Resnati di Milano- “cominciano inevitabilmente alcuni cambiamenti a livello genitale, inquadrati in un’ unica precisa definizione ovvero ‘sindrome genito urinaria’ della menopausa. Tale patologia è caratterizzata da tre gruppi di sintomi: vaginali, vescicali e quelli sessuali. Questi disturbi possono migliorare se forniamo ai tessuti genitali quello che hanno perso, con l’arrivo della menopausa. Si tratta di un farmaco chiamato Prasterone ovvero Dehea -  deidroepiandrosterone sintetico-  messo a punto dal Prof. Fernard Labrie, che ha come caratteristica l’intracrinologia. Grazie a questo farmaco applicato in vagina, viene interamente rigenerata l’architettura della parete vaginale, senza entrare in circolo. Questa terapia estremamente sicura è stata approvata nel mondo, e pienamente promossa dalla FDA”.
  • Bartorelli Antonio cover ‘Un numero sorprendente di dispositivi sono oggi usati per chiudere le perdite paravalvolari aortiche o mitraliche. Tuttavia, gli interventi transcatetere hanno seguito un difficile percorso di sviluppo. Le difficoltà sono state per lo più legate a problemi tecnici, come la visualizzazione del difetto, i sistemi di consegna non ottimali e la mancanza di occlusori dedicati. Al Centro Cardiologico Monzino si è svolto recentemente un Congresso di livello internazionale che ha riassunto gli aspetti più rilevanti clinici, diagnostici e tecnici del trattamento delle perdite paravalvolari indicando i suoi limiti e lo sviluppo futuro. L'incontro riguarderà anche gli aspetti chirurgici delle perdite paravalvolari, indispensabili per comprendere il problema, sia in termini anatomici che clinici.
    Questo "Focus Meeting" ha spiegato il prof. Antonio Bartorelli, curatore del corso con il dr. Eustaquio M. Onorato, dovrebbe interessare non solo i cardiologi interventisti dedicati agli interventi sulle malattie cardiache strutturali, ma anche ai cardiologi generali, ai cardiochirurghi, ai medici di medicina interna che spesso incontrano pazienti con questo problema nella loro pratica clinica. Diverse presentazioni affronteranno l'uso delle tecniche di imaging disponibili, come diverse modalità di eco, tomografia computerizzata e risonanza nucleare cardiaca nella diagnosi di PVL e sua quantificazione, guida dell'eco durante la chiusura transcatetere di PVL e imaging di fusione online che facilita il corretto svolgimento della procedura.”
  • Pregliasco Fabrizio cover Esistono numerosi tipo di vaccini e sono state realizzate diversi studi di HTA, convergenti nell’ applicazione di diverse loro tipologie. “Oggi si raccomanda dai sei mesi ai settant’ anni il vaccino quadrivalente” – precisa Il Dott. Fabrizio Pregliasco, Virologo dell’Università Statale di Milano - “che fornisce il più alto spettro di protezione, mentre dai settanta in poi il vaccino adiuvato, oggi ancora trivalente ma che ha la capacità di dare una risposta immunitaria superiore rispetto ai virus principalmente coinvolti nelle complicanze dell’anziano, in particolare i virus di tipo A e i virus di tipo H3 N2. Non vacciniamoci quindi solo contro l’influenza, bensì facciamolo in modo appropriato”.
  • L’area della terapia genetica e l’immunoterapia. Prof. Paolo Corradini, Direttore dip. oncologia ed ematologia- Uni Milano
  • Le nuove terapie per i malati emofiliaci. prof. Sergio Siragusa vice Presidente SIE
  • La sindrome genito urinaria della menopausa. Prof.ssa Alessandra Graziottin Dir. Centro Ginecologia Sessuologia H.S. Raffaele Resnati (Mi)
  • Prof. Antonio Bartorelli - direttore del corso – convegno dedicato agli aspetti clinici, diagnostici e tecnici del trattamento delle perdite paravalvolari.
  • Le diverse tipologie di vaccini anti influenzali - Dott. Fabrizio Pregliasco - Virologo dell’Università Statale Milano

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Sintesi della settimana 18 ottobre